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Compilazione assegni familiari Docenti ed Ata
Domande di ricostruzione di carriera

Dichiarazione dei servizi

Giovanni Tangaro e Antonio Aloe
(Previo appuntamento)

 

Consulenza Giuridica, Amministrativa e Contabile
per D.S. e D.S.G.A. ed Ass. Amministrativi

con esperti del settore previo appuntamento
giovedi pomeriggio

 

Sportello privacy e sicurezza del lavoro

con esperto del settore. Martedì dalle 16.00 alle 17.00 previo appuntamento.

 

Sportello Progetti PON

venerdì dalle 17. 00 alle 18.00 con Luca Pascali previo appuntamento. 

Servizio di consulenza legale

Giovedi pomeriggio dalle 16.30 alle 17.30 Sede Centrale
PREVIO APPUNTAMENTO Avv. Marco Mari
Consulenza presso le sedi territoriali (Rossano Corigliano Trebisacce Cassano)
Avv. Ombretta Propato previo appuntamento tel. 328-5555037 - 0981-76209

Sportello Consulenza Fondo Espero
Giovedi pomeriggio dalle 16.30 alle 17.30 con esperto del settore. 

Sportello Area Sostegno

Martedi dalle 16 alle 18 con esperto del settore(Previo Appuntamento)

Sportello Strumento Musicale

Martedi pomeriggio dalle ore 16.00 alle ore 17.00 con Igino Vigna

Nel pubblicare i momenti del seminario tematico svoltosi oggi presso l'aula magna dell'I.I.S. "GARIBALDI-ALFANO-DA VINCI" di Castrovillari, la segreteria provinciale e il segretario generale Enzo Groccia esprimono il loro vivo ringraziamento per l'ospitalità e la preziosa collaborazione prestata dall'Istituto ospitante, nella persona della Dirigente Dott.ssa Elisabetta Cataldi.

 

DOCENTI PRECARI : ISCRIZIONE GRATUITA ALLA PIATTAFORMA PER LA PREPARAZIONE AI CORSI PER CONCORSI DOCENTI INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA

Informiamo che la piattaforma IRSEF-IRFED NAZIONALE rende disponibili ULTERIORI corsi in preparazione al concorso ordinario scuola INFANZIA e PRIMARIA e STRAORDINARIO SCUOLA SECONDARIA. A breve saranno disponibili anche per il CONCORSO ORDINARIO SCUOLA SECONDARIA (relativamente alla parte generale).
In futuro verranno messi a disposizione anche corsi per il SOSTEGNO e per INSEGNANTI DI RELIGIONE.

POSSONO ACCEDERE ALLA PIATTAFORMA, IN MODO DEL TUTTO GRATUITO, GLI ISCRITTI CISL SCUOLA CON TESSERA ANNUALE 2020 (non verranno prese in esame domande di tesserati degli anni precedenti che non abbiano rinnovato l’iscrizione per il 2020):

Ovviamente la tessera può essere rinnovata in qualsiasi momento recandosi in una delle nostre sedi per avere quindi la possibilità di usufruire di questo ottimo servizio gratuito.

MATERIALI PER UN’EDUCAZIONE ALLA PACE

«Come costruire un cammino di pace e di riconoscimento reciproco? Come rompere la logica morbosa della minaccia e della paura? Come spezzare la dinamica di diffidenza attualmente prevalente?». Essere «artigiani della pace aperti al dialogo senza esclusioni né manipolazioni»

 

Se qualcuno è alla ricerca, per la propria attività didattica o per altre ragioni, di materiali di riflessione sul tema della pace, il messaggio che Papa Francesco ha proposto il 1° gennaio scorso, in occasione della LIII Giornata mondiale dedicata all’argomento, può essere davvero utile.

Nel titolo – La pace come cammino di speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica – è sintetizzata l’idea di un cammino da percorrere, di una speranza cui dare concretezza con pazienza sulle strade di noi, donne e uomini di questo tempo, a qualunque livello, dalla vita personale a quella sociale e politica, dall’ordinarietà della vita quotidiana alla responsabilità delle grandi scelte globali: «Sperare nella pace – scrive Francesco all’inizio del testo – è un atteggiamento umano che contiene una tensione esistenziale, per cui anche un presente talvolta faticoso “può essere vissuto e accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino”. In questo modo, la speranza è la virtù che ci mette in cammino, ci dà le ali per andare avanti, perfino quando gli ostacoli sembrano insormontabili».

Il documento è breve, come nella tradizione avviata cinquantatrè anni fa da Paolo VI: propone l’argomento, lo sviluppa fornendo una serie di elementi di riflessione, suggerisce possibili percorsi operativi e formativi. Ogni 1° gennaio, infatti, viene offerta, in relazione alla ricerca della pace, una chiave di lettura diversa: qualche anno fa, ad esempio, il contrasto alle nuove forme di schiavitù, dalla tratta degli esseri umani allo sfruttamento attraverso il lavoro “in nero” irrispettoso della dignità della persona, o gli immigrati e i rifugiati (con la scelta di una terminologia che aiuta a inquadrare correttamente il fenomeno mondiale delle migrazioni). Si tratta, è bene tenerlo presente, non di libri dei sogni, ma di documenti caratterizzati anche da un grande realismo, in cui l’interpretazione cristiana della situazione è accompagnata da uno sguardo laicamente attento alla situazione del nostro tempo così com’essa è.

Il messaggio del 2020 si articola in cinque paragrafi:

  1. La pace, cammino di speranza di fronte agli ostacoli e alle prove;
  2. La pace, cammino di ascolto basato sulla memoria, sulla solidarietà e sulla fraternità;
  3. La pace, cammino di riconciliazione nella comunione fraterna;
  4. La pace, cammino di conversione ecologica;
  5. Si ottiene tanto quanto si spera.

Ci fermiamo qui, perché si fa a prima a leggere direttamente il testo di Papa Francesco, che si trova con un “clic” su questo link:

http://www.vatican.va/content/francesco/it/messages/peace/documents/papa-francesco_20191208_messaggio-53giornatamondiale-pace2020.html.

Può essere utile e interessante leggere anche il breve saluto che il Presidente Mattarella ha indirizzato al Papa, ringraziandolo per le provocazioni che giungono dal messaggio alla coscienza di ciascuno (https://www.quirinale.it/elementi/42658). Ne riportiamo solo un passaggio, in cui ricorda due iniziative annunciate da Francesco: «(…) L’incontro internazionale in programma ad Assisi che consentirà a circa 500 giovani economisti e imprenditori di confrontarsi sulla definizione di modelli economici che – lontano da predatorie logiche dello scarto – rafforzino sempre più la componente etica indispensabile per promuovere una economia più giusta, inclusiva e sostenibile. (…) L’evento dedicato alla ricostruzione di un “Patto educativo globale”, che, nel maggio prossimo riunirà rappresentanti istituzionali e di organismi internazionali, personalità accademiche e studenti per un dialogo sulla necessità di investire in un rinnovato cammino educativo per la maturazione di una nuova solidarietà universale». Il Capo dello Stato non manca poi di evidenziare che «il pressante invito» del Papa «a sperare nella pace si manifesta anche nella chiamata a una “conversione ecologica”, preludio di uno sviluppo autenticamente sostenibile, umano e integrale» e che «la tutela del patrimonio naturale, così come di quello culturale e artistico, è uno dei principi costituzionali della Repubblica Italiana».

Un’intervista di commento al messaggio pontificio si può trovare qui:

https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2020-01/giornata-mondiale-pace-2020-papa-francesco-suor-smerilli.html

Pubblichiamo il comunicato stampa e il commento ai dati del tesseramento della segreteria nazionale: cresce ancora il numero delle adesioni alla CISL Scuola

 In ulteriore aumento gli iscritti alla CISL Scuola. Questo è quanto emerge dai dati del tesseramento in chiusura del 2019, con un rafforzamento del primato che la CISL può vantare nella rappresentanza dei lavoratori del comparto istruzione e ricerca. Nel settore scuola, che del comparto rappresenta la porzione prevalente, la CISL è da sempre il sindacato col più alto numero di associati: con oltre 244.000 iscritti, il sindacato guidato da Maddalena Gissi si conferma come una delle federazioni di maggior peso anche all’interno della Confederazione.
Sono naturalmente molto soddisfatta di un dato che dimostra nei fatti come la CISL Scuola continui a essere punto di riferimento essenziale per la categoria – dichiara la segretaria generale Maddalena Gissi – Un sindacato la cui composizione, che vede presenti tutte le professionalità attive nel mondo della scuola, dal collaboratore scolastico al dirigente, risponde a quell’idea di scuola comunità che abbiamo voluto fosse riconosciuta espressamente anche nel testo del contratto nazionale. Una dimensione unitaria del sistema che è di preciso orientamento ai nostri comportamenti e alle nostre scelte”.
Non c’è dubbio che il merito di un risultato importante e lusinghiero va soprattutto al lavoro della nostra dirigenza territoriale, che fa della CISL Scuola un’organizzazione saldamente radicata e diffusa in ogni parte d’Italia, e alla presenza attiva delle nostre rappresentanze sui luoghi di lavoro”.
Sono oltre cinquecento gli “sportelli” in cui le strutture territoriali e regionali della CISL Scuola assicurano la loro presenza, mentre in ogni istituto sono attive le rappresentanze elette direttamente (oltre 7.000 nelle RSU) o attive come terminale associativo.
La qualità dei servizi di consulenza erogati dalla rete capillare delle nostre sedi, è un punto di eccellenza che molti ci riconoscono – conclude la Gissi - Per chi lavora nella scuola, siamo un punto di riferimento costante e affidabile, lo dico con soddisfazione e orgoglio, ma soprattutto con gratitudine per chi ci rappresenta dovunque e ogni giorno con generosità, intelligenza, serietà e competenza”.

Roma, 30 gennaio 2020

UFFICIO STAMPA CISL SCUOLA

Allegati:
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Un’ora di lezione può cambiare la vita

Un libro di Massimo Recalcati: L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento (Einaudi, 2014)

Un bivio culturale

 

 

L’incontro con un insegnante può cambiare il senso dello stare a scuola e il corso della vita di una persona, ci dice lo psicoanalista Massimo Recalcati nel libro L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento (Einaudi, 2014), in cui racconta anche una fondamentale esperienza vissuta da studente.

Oggi – scrive – la Scuola «non respira, non conta più nulla, arranca, è povera, marginalizzata, i suoi edifici crollano, i suoi insegnanti sono umiliati, frustrati, scherniti, i suoi alunni non studiano, sono distratti o violenti, difesi dalle loro famiglie, capricciosi e scurrili, la sua nobile tradizione è decaduta senza scampo». Un tempo «la parola dell’insegnante come quella del pater familias appariva una parola dotata di peso simbolico e di autorità a prescindere dai contenuti che sapeva trasmettere. Era la potenza della tradizione che la garantiva. La parola di un insegnante e di un padre acquistava uno spessore simbolico non tanto partire dai suoi enunciati, ma dal punto di enunciazione dal quale essi scaturivano (…) Ebbene, questo tempo è finito, defunto, irreversibilmente alle nostre spalle. Non bisogna rimpiangerlo, non bisogna avere nostalgia della voce severa del maestro, né dello sguardo feroce del padre. (…) È la cifra fondamentale del nostro tempo: nell’epoca dell’indebolimento generalizzato di ogni autorità simbolica è ancora possibile una parola degna di rispetto? Cosa può restare della parola di un insegnante o di un padre nel tempo della loro evaporazione? La pratica dell’insegnamento può accontentarsi di essere ridotta alla trasmissione di informazioni – o, come si preferisce dire, di competenze – o deve mantenere vivo il rapporto erotico del soggetto con il sapere?».

A domande che scaturiscono da un incipit in cui si sparge sale sulle ferite di tanti insegnanti di oggi, segue l’avvertimento che siamo ad un «bivio culturale» ed è necessario «scegliere la strada dell’erotizzazione del sapere» perché «l’insegnante sappia preservare il giusto posto dell’impossibile. È – continua Recalcati – il tratto che caratterizza ogni trasmissione autentica: la trasmissione del sapere di cui la Scuola si incarica ad ogni livello, dalle scuole elementari sino a quelle post-universitarie, non è la chiarificazione dell’esistenza o la riduzione della verità a una somma di informazioni, ma la messa in evidenza di come ruoti attorno a un impossibile da trasmettere. Il maestro non è colui che possiede il sapere, ma colui che sa entrare in un rapporto singolare con l’impossibilità di sapere tutto il sapere (…) Un insegnamento ha come tratto distintivo il confronto con il limite che attraversa il sapere, mentre il maestro che mostra di possedere tutto il sapere può essere solo una caricatura risibile del sapere. Di qui la centralità che assume lo stile».

La funzione insostituibile dell’insegnante

«Ogni insegnante – leggiamo ancora – insegna a partire da uno stile che lo contraddistingue. Non si tratta di tecnica né di metodo. Lo stile è il rapporto che l’insegnante sa stabilire con ciò che insegna a partire dalla singolarità della sua esistenza e del suo desiderio di sapere. La tesi principale di questo libro è che quel che resta della Scuola è la funzione insostituibile dell’insegnante. Questa funzione è quella di aprire il soggetto alla cultura come luogo di “umanizzazione della vita”, è quello di rendere possibile l’incontro con la dimensione erotica del sapere».

Amare la stortura della vite

Passando attraverso alcuni modelli interpretativi della funzione della Scuola e dei suoi «complessi» (Scuola-Edipo, Scuola-Narciso, Scuola-Telemaco: quest’ultimo «si realizza nell’incontro con una persona che sa testimoniare non soltanto di sapere il sapere, ma anche che il sapere si può amare»), Recalcati ci prende per mano e ci fa vedere «la bellezza della stortura». È facile «raccogliere testimonianze di ragazzi e ragazze che raccontano come l’incontro con un’ora di lezione abbia modificato per sempre il cammino della loro vita. La Scuola non serve innanzitutto a questo? Non serve a produrre un soggetto, un desiderio singolare, una passione che può orientare la vita? L’incontro tra generazioni diverse, tra insegnanti e allievi, ma anche quello tra il soggetto e l’alterità reale e simbolica dell’istituzione, obbliga a decentrarsi dal proprio Io e a rompere il legame con il gruppo familiare. Un’apertura inedita diventa possibile e in essa può emergere un’attitudine, una vocazione, un’inclinazione singolare. (…) Mobilitato dall’incontro con la parola dell’insegnante e dalla scoperta della dimensione erotica del sapere è questo desiderio singolare che appare sulla scena. Esso nasce per lo più sempre storto. Non è mai conforme a quello che l’Altro può attendere. Questa stortura appartiene di diritto al ritratto del figlio, di ogni figlio. La forza dell’educazione non è recuperarla a un ideale standard di normalità, ma potenziarla, difenderla, amarla. Ecco una buona definizione dell’educazione: amare la stortura della vite».

Il libro è del 2014, ma vale davvero la pena di leggerlo o di riprenderlo in mano. Farà bene agli insegnanti, a chiunque ami la Scuola o – in qualunque situazione – sia chiamato ad un compito educativo.